venerdì 9 gennaio 2009

La risposta di Di Pietro

Ho appena ricevuto la risposta di Di Pietro alla mail che avevo inviato durante le vacanze natalizie. Di seguito pubblico la sua mail con la mia risposta:

Gentile amico, non so se questo telefilm che non ha né capo né coda sia stato fatto uscire ad arte in questo periodo. Io non ho nulla da nascondere e quindi non posso far altro che augurare ai magistrati buon lavoro. Non c’è figlio che tenga, le intercettazioni sono uno strumento necessario e non mi unirò a quei politici che se la prendono con i magistrati solo perché hanno la coscienza sporca. Ben vengano le intercettazioni e ben venga la loro pubblicazione sui giornali quando queste non sono coperte dal segreto istruttorio! Io non posso che essere fiero di aver rimosso e fatto rotare, durante il mio incarico da ministro delle Infrastrutture, dirigenti che non erano all’altezza del ruolo loro assegnato in precedenza e credo che i fatti recenti stiano dimostrando la bontà delle mie azioni.Mi auguro che l’informazione faccia il suo lavoro e informi su tutto, mentre i magistrati fanno il loro cioè quello di indagare su tutto. Cordialmente, Antonio Di Pietro


Dott. Di pietro, innanzitutto la ringrazio per la risposta. Concordo pienamente con quanto scrive nella sua mail, del resto queste cose le aveva gia' dette e scritte nel suo blog che seguo molto. Quello che piu' mi ha soddisfatto in questa vicenda e' che suo figlio abbia rassegnato le dimissioni dall'IDV, e' cio ritengo sia stato un' atto dovuto perche' come le scrivevo nella precedente mail, in politica la questione morale dovrebbe anticipare la magistratura e nel caso di suo figlio il suo atteggiamento, seppur paragonato a quanto accade nel panorama politico italiano e' piccola cosa, va comunque condannato.

Riccardo Emma

lunedì 29 dicembre 2008

Magistrati avanti tutta...ma la questione morale?

Durante le vacanze Natalizie avevo inviato all'onorevole Di Pietro l'e-mail che segue. Oggi leggo sul suo blog la lettera del figlio Cristiano Di Pietro in cui annuncia che uscira' dall'Italia dei Valori.

Ill.mo dott. Di Pietro, mi sento di condividere pienamente le sue esternazioni espresse nel blog "Magistrati avanti tutta", in cui giustamente redarguisce suo figlio classificando il suo comportamento "non opportuno e non corretto". Per chi, come me, la segue da anni c'era da aspettarsi una reazione del genere. Credo però che alle parole debbano seguire i fatti, pertanto se il comportamento di suo figlio non è stato in linea con quei valori che sono alla base del suo partito e se è vero che la "questione morale" viene prima di qualsiasi sentenza della magistratura, allora é bene che suo figlio venga allontanato dalle file dell'IDV.
Ciò sarebbe un segno di grandissima coerenza, valore totalmente assente nella classe politica italiana e suggellerebbe il suo operato tappando la bocca a tanti giornalisti e politici che hanno strumentalizzato il fatto.
La saluto Cordialmente e resto in attesa di una sua gradita risposta

domenica 14 dicembre 2008

La crisi

Avevo già iniziato a leggere il libro di Alesina e Giavazzi, quando l'altra sera ad Annozero, ho visto i due professori in trasmissione. Hanno avuto modo di esporre quanto avevo già letto nel loro libro, che ho terminato di leggere la scorsa domenica.

L'idea del liberismo che ci propongono non è quello, contrariamente a quanto ci viene propinato dagli intelettualoidi di turmo, di una competizione senza regole a vantaggio di pochi e cioè sempre degli stessi ricchi, ma di un sistema che tenga conto anche e soprattuto dei più deboli, di coloro che hanno perso il posto di lavoro. E' proprio in questo caso che i professori ritengono fondamentale l'intervento dello stato per sostenere il lavoratore e non il posto di lavoro, con politiche di welfare.

Sono tante le cose che mi hanno colpito di questo libro, una su tutte e' il ruolo della giustizia in uno stato aperto al libero mercato. Nel libro si sostiene come sia importante un sistema di giustizia efficiente ed efficace.

Non nascondo la non condivisione di qualche punto, come ad esempio che per ridurre il numero degli studenti fuori corso bisognerebbe responsabilizzarli di piu' incrementando il costo delle rette a favore dei contribuenti. In tal caso ritengo che l'immaturita' di una parte dei ragazzi rischi di scaricare i costi sui genitori, permettendo di proseguire gli studi solo a coloro che posseggono una condizione economica familiare favorevole, inoltre, non da ultimo bisogna considerare che un lauereato in piu' si traduce in un punto a favore per la societa', pertanto ogni sforzo va fatto anche caricandoci di ulteriori tasse.

Chiunque voglia farsi un' idea di un liberismo (lasciatemelo dire) serio e solidale, legga questo libro:

Albero Alesina
Farancesco Giavazzi
LA CRISI
Puo' la politica salvare il mondo?


lunedì 17 novembre 2008

Lui si definisce un cittadino informato, una persona normale che vive in un Paese anormale. Personalmente credo sia molto di piu'. Piero Ricca una persona che aiuta a liberare le menti da questo incessante bombardamento mediatico, rispolverando la memoria dei "fatti" ormai insabbiati dai potenti di turno e dai servi a libro paga.
E' appena uscito in libreria il suo libro con DVD "ALZA LA TESTA", vi invito vivamente a comprarlo non solo per sostenerlo nelle sue battaglie ma anche e soprattutto per comprendere in che stato politico e mediatico questo paese e' ormai ridotto.
Per ulteriore info vai alla pagina www.pieroricca.org/2008/11/09/alza-la-testa/.

lunedì 13 ottobre 2008

Lodo Alfano raccolta firme

Sabato scorso l'Italia Dei Valori ha dato inizio alla raccolte delle firme per il referendum contro il vergognoso Lodo Alfano che rende disuguali 4 cittadini italiani (le 4 piu' alte cariche dello stato) difronte alla legge. Per chi volesse firmare puo' consultare il seguente link dove trovera' la lista dei gazebo dislocati sul territorio nazionale.

giovedì 15 maggio 2008

Questa informazione taroccata

Sul corriere della sera di martedi l'editoriale di Angelo Panebianco, iniziava cosi': "L' attacco televisivo di Marco Travaglio al presidente del Senato, Renato Schifani, va probabilmente interpretato come l' inizio di un conflitto interno alla sinistra, un episodio che si spiega facendo riferimento alle sue due contrapposte anime e alla lotta che oggi, inevitabilmente, fra esse si apre." L'articolo continua cercando di dimostrare che la sinistra ha puntato sull'antiberlusconismo ritenendolo "Il mastice per tenere insieme questo composto e per celare il vuoto culturale lasciato dalla fine del comunismo" e ancora "Dopo essersi dispiegato con la massima forza all' epoca del secondo governo Berlusconi (2001-2006), l' antiberlusconismo è stato anche il solo collante della coalizione che ha portato Prodi al governo nel 2006. Si è visto come è finita."
Poi l'editorialista conclude l'articolo sostenendo che nella sinistra esistono due anime, i raziocinanti (PD) e i viscerali (IDV), per Panebianco i primi "tesi a costruire una piattaforma riformista sperabilmente capace, prima o poi, di intercettare le domande di modernizzazione che salgono dai settori più dinamici del Paese (oggi, quasi compattamente, votanti per il centrodestra), la sinistra del governo-ombra, dell' opposizione responsabile e, quando occorre, dialogante" mentre per i secondi si tratta di "una sinistra infuriata della quale non si capisce mai se interpreta il centrodestra come una riedizione del fascismo oppure se lo liquida come un fenomeno di criminalità comune. Gli antiberlusconiani si rivolgono alla pancia degli elettori e dei militanti di sinistra."
Per chi volesse leggere l'articolo completo di seguito riporto il link:
http://archiviostorico.corriere.it/2008/maggio/13/DUE_SINISTRE_INCOMPATIBILI_co_9_080513044.shtml

Un articolo del genere in un paese mediamente informato avrebbe sicuramente destato una sorta di stupore. Com'e' possibile che questo pseudo-giornalista attribuisca un esternazione di Travaglio, del tutto legittima e vera (non un attacco), all'inizio di un conflitto interno alla sinistra? Cosa c'entra Travaglio con la sinistra? Travaglio non ha mai attaccato nessuno, ha solo raccontato dei fatti ed i fatti non sono né di destra né di sinistra. Farebbe bene Panebianco, invece, a farci capire perche' considera un attacco quello di Travaglio, ma lui i fatti li racconta o si limita a riportare le sue idee illogiche prive di ogni forma di riscontro?
E su l' illogicità' continua, sostenendo che il collante della sinistra e' stato per anni l' antiberlusconismo e che su questa linea sta continuando l'anima viscerale (IDV) cioe' la parte non intelligente che non pensa alle riforme e bla bla bla.
Secondo l'intellettualoide chi denuncia soprusi, abusi di potere etc. e' una persona che costruisce la sua strategia facendo la guerra alla parte avversaria, senza spiegare pero' chi e' la parte avversaria, qual'e' il suo passato, cos'ha fatto.
E' come dire ad una persona a cui e' stata derubata l'auto di non fare denuncia altrimenti si dimostrerebbe un anti-ladro.
Ma come possiamo ritenerci un paese civile se coloro che dovrebbero contribuire ad arricchire le nostre menti, ci depistano con ragionamenti contorti? Come possiamo ancora credere a questi organi d'informazione dai quali si evince chiaramente che rispondono solo agli interessi dei loro padroni/politici?

Riccardo

lunedì 5 maggio 2008

Travaglio e il signoraggio

Nel seguente video Marco Travaglio sostiene di non essere preparato sull'argomento del signoraggio bancario e che "cerchera' di imparare qualcosa su questo argomento".




Oltre 2 anni dopo, lo stesso Travaglio ha una reazione alquanto discutibile nei confronti di una persona che gli chiede il motivo per cui non si é mai occupato di signoraggio, sostenendo di non essere un giornalista finanziario e quindi di non capirci nulla.



A questo punto mi chiedo perche' Travaglio nel primo video molto pacatamente sostiene di non essersi mai occupato di signoraggio e quindi di essere ignorante in materia e che cerchera' d'imparare qualcosa in merito e, dopo due anni, cioe' dopo aver avuto tutto il tempo per informarsi, ha un atteggiamento che lascia presagire di non voler affrontare l'argomento?

Travaglio ha sempre agito con coerenza, ma questa volta il suo atteggiamento lascia un po' di amaro in bocca.

Riccardo